Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (cit. Seneca)

martedì 9 dicembre 2025

Analisi dei Mercati -Dicembre 2025-


 Gentile Cliente,
sono ad inviare l'aggiornamento mensile in oggetto con i consuntivi al 30 novembre u.s.

 

Prima di tutto mi scuso per aver saltato i due ultimi aggiornamenti a causa dello shutdown statunitense che si è prolungato per circa un mese e mezzo, determinando la chiusura di diverse istituzioni pubbliche tra cui anche quelle che elaborano diversi dati economici....

Ancora oggi alcuni dati importanti, come quelli sul lavoro, non sono ancora stati aggiornati....

Qualche funzionario alla Casa Bianca sostiene addirittura che, il mese di ottobre e forse anche quello di novembre, potrebbero non essere aggiornati!

Vediamo invece come si sono comportati i mercati finanziari nel mese di novembre.

In questo mese, abbiamo assistito ad una certa volatilità sui mercati azionari determinata soprattutto da notizie negative sui titoli tecnologici legati essenzialmente all'AI.

Infatti si sono levate diverse voci tra alcuni addetti ai lavori, che metterebbero in guardia circa il ritmo con cui le aziende del settore ricorrono al credito per effettuare i notevoli investimenti necessari.

Questa prassi andrebbe a pesare sui bilanci sia per eventuali rialzi dei tassi a medio termine che per previsioni attuali troppo ottimistiche sui ricavi futuri!

Per quanto riguarda altri fatti rilevanti accaduti nel mese, sicuramente bisogna menzionare l'interessante mossa, effettuata dal governo Usa, per giungere finalmente alla pace in Ucraina.

Tale proposta potrebbe ridisegnare, in modo importante, gli equilibri geopolitici ed economici in Europa.

Infine, non si può non menzionare il grosso calo che ha subito la quotazione del Bitcoin e le altre criptovalute.

A detta degli esperti il forte calo sembra sia dovuto ad una serie di motivi tra i quali l'incertezza sui tassi, una "semplice" rotazione degli investimenti, seguita dal classico effetto panico da parte soprattutto dei piccoli investitori.

Tuttavia questo calo, sia pure importante, non dovrebbe pregiudicare il trend rialzista delle criptovalute considerando anche che l'amministrazione americana considera, come opzione realistica, il fatto che il bitcoin possa entrare, in un prossimo futuro, a far parte degli asset di riserva della propria banca centrale!   

Diamo un'occhiata veloce, infine, a cosa sarà interessante monitorare nel mese di dicembre: 

A parte i soliti dati sull'andamento dell'inflazione e degli altri indicatori economici sia negli Usa che nell'area Euro, sarà importante seguire, verso metà mese, l'importante riunione della banca centrale Usa, la quale dovrebbe ridurre di un altro quarto di punto il tasso ufficiale. Le aspettative sono a favore di questa ipotesi in quanto sembra che la Fed abbia "a cuore" più la contrazione del mercato del lavoro che i rischi di un possibile ritorno dell'inflazione.


Vado subito, ora, alle considerazioni sulle mie Analisi Quantitative.

Dal punto di vista dell’Analisi Previsiva, l'aggiornamento di novembre, ci offre, purtroppo, una struttura storica di riferimento, per quanto riguarda l'S&P500, non ancora affidabile per poter effettuare una previsione sufficientemente affidabile, mentre per quanto riguarda il Dax, la sua struttura storica è cambiata nuovamente,  questo mese per cui essa non è affidabile per effettuare previsioni!

Seguiremo gli sviluppi nel prossimo aggiornamento. 

 

Per quanto riguarda l'Analisi previsiva con dati mensili, occorre fare una precisazione: mentre per il Dax abbiamo una previsione pluriennale stabile e molto significativa, con la continuazione del Trend di medio/lungo termine decisamente positivo, la struttura storica di riferimento dell'S&P500 è cambiata di recente.

Tuttavia, dopo sei mesi di permanenza della nuova struttura storica di riferimento, possiamo considerare la relativa previsione sufficientemente attendibile!

La stessa ci indica la continuazione del trend rialzista anche nei prossimi mesi! 

Monitoreremo  con attenzione gli sviluppi di questa situazione.
 

Per quanto riguarda l'Indicatore ciclico "Plus/Minus", anche l'aggiornamento di novembre, ci ha confermato un ulteriore consolidamento del ns Indicatore e la sua intenzione di voler proseguire al rialzo fino alla fine di quest'anno. 

Vedremo se quanto suddetto si concretizzerà nelle prossime settimane.

 

Per quanto riguarda, infine, l'analisi di Business Cycle, occorre sottolineare che, purtroppo, non possiamo esprimere un giudizio fattuale in quanto non sono stati ancora pubblicati i dati di ottobre e novembre!

 

In riferimento, infine, al Settore dei Servizi, il dato di novembre ci regala, nuovamente, un valore al di sopra delle aspettative.

Con l'attuale aggiornamento, sembra che l'andamento del ns Indicatore mostri, oltre ad una consolidata stabilizzazione, una certa tendenza al rialzo, segno che i tempi siano maturi per una ripartenza solida e duratura.

Continueremo a seguire con molta attenzione gli sviluppi nei prossimi aggiornamenti!

 

Conclusione:

Il mese di novembre, nonostante la debolezza a cui abbiamo assistito verso metà mese, si è chiuso sostanzialmente alla pari.....

Sulla base delle analisi effettuate sia previsionali che cicliche, ci sono buone probabilità che il mese di dicembre possa regalarci il famoso "rally natalizio", facendo toccare all'indice S&P500 la vetta psicologica dei 7000 punti (magari grazie anche a notizie positive sul fronte geopolitico!).  

 

Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, colgo l'occasione per inviarLe i miei più cordiali saluti.

venerdì 5 settembre 2025

Analisi dei Mercati -Settembre 2025-


 Gentile Cliente,
sono ad inviare l'aggiornamento mensile in oggetto con i consuntivi al 31 agosto u.s.

 

Anche il mese di agosto, nonostante il clima vacanziero, ha avuto alcuni spunti degni di nota....

Interessanti sono state soprattutto alcune dichiarazioni dei Presidenti delle due maggiori banche centrali (Fed e BCE).

Per quanto riguarda la BCE, il deprezzamento del dollaro e gli effetti dei dazi commerciali americani, hanno spinto il suo Presidente ad affermare che sebbene l'economia dell'Area Euro si sia dimostrata resiliente a questi venti contrari, è molto probabile che la stessa subirà un rallentamento nell'ultima parte dell'anno. Questa prospettiva potrebbe indurre gli esperti della banca centrale ad un nuovo taglio dei tassi nelle prossime riunioni.

Il Presidente Powell, invece, ha fatto dichiarazioni interessanti a margine dell'ormai tradizionale incontro annuale di Jackson Hole, durante il quale ha affermato, in modo molto esplicito, che è vero che i rischi di inflazioni sono al rialzo (a causa degli effetti delle tariffe volute dalla nuova amministrazione), ma è anche vero che sono decisamente al rialzo anche quelli sull'occupazione (ossia un aumento della disoccupazione!).

Tradotto sembra proprio che la Fed, all'interno di questa dicotomia tra inflazione e disoccupazione, intenda porre maggiormente la propria attenzione su quest'ultimo problema, muovendosi con più decisione verso un prossimo taglio dei tassi a partire da settembre prossimo! 

Queste parole sono state interpretate positivamente dagli Operatori finanziari e la risposta, positiva dei Mercati non è tardata a manifestarsi.


Diamo un'occhiata veloce, infine, a cosa sarà interessante monitorare nel mese di settembre: 

A parte i soliti dati sull'andamento dell'inflazione e degli altri indicatori economici sia negli Usa che nell'area Euro, sarà importante seguire, verso metà mese, le riunioni delle due principali banche centrali, in particolare quella della Fed che dovrebbe decidere sul tanto atteso taglio dei tassi dopo circa un anno dall'ultima sforbicita.


Vado subito, ora, alle considerazioni sulle mie Analisi Quantitative.

Dal punto di vista dell’Analisi Previsiva, l'aggiornamento di agosto, ci offre un maggior rafforzamento della struttura storica di riferimento per quanto riguarda l'S&P500, mentre per l'indice Dax, la sua struttura storica è cambiata nuovamente, per cui essa non è affidabile per effettuare previsioni!

La previsione per l'S&P500, prevede, nel breve termine, un andamento sostanzialmente discendente, con possibile aumento della volatilità nel mese di settembre. Tuttavia questa probabile futura volatilità non sarà da temere ma potrà essere un'occasione per coloro che sono scarichi di azionario!

Seguiremo gli sviluppi nel prossimo aggiornamento. 

 

Per quanto riguarda l'Analisi previsiva con dati mensili, occorre fare una precisazione: mentre per il Dax abbiamo una previsione pluriennale stabile e molto significativa, con la continuazione del Trend di medio/lungo termine decisamente positivo, la struttura storica di riferimento dell'S&P500 è cambiata di recente.

Tuttavia, dopo cinque mesi di permanenza della nuova struttura storica di riferimento, possiamo considerare la relativa previsione sufficientemente attendibile!

La stessa ci indica una probabile debolezza nei prossimi due/tre mesi con chiusure sicuramente più basse rispetto ai valori attuali, sebbene questa volatilità non dovrebbe, quasi certamente, intaccare il Trend di medio/lungo termine il quale continuerebbe a rimanere rialzista. 

Monitoreremo  con attenzione gli sviluppi di questa situazione.
 

Per quanto riguarda l'Indicatore ciclico "Plus/Minus", anche l'aggiornamento di agosto, ci ha confermato il proseguimento della forte ripresa dei mercati con il raggiugimento di nuovi massimi da parte degli indici americani. 

Tuttavia non possiamo non osservare, nonostante tutti questi segnali di forza, una leggera flessione del ns Indicatore avvenuta proprio negli ultimi giorni di agosto.

Questa situazione si "sposa" con quanto affermato nell'Analisi Quantitativa, ossia di una possibile correzione nel mese di settembre! 

Vedremo se quanto emerso oggi si concretizzerà nelle prossime settimane.

 

Per quanto riguarda, infine, l'analisi di Business Cycle, occorre sottolineare che anche il dato di agosto, sulla creazione di nuovo posti di lavoro, è risultato inferiore alle aspettative , insieme alla ulteriore revisione al ribasso delle stime dei due mesi precedenti.

Questa situazione ha fatto indietreggiare ancora di più il ns Indicatore, facendogli assumere una posizione ribassista! 

Nel passato, quasi sempre, un segnale del genere è stato anticipatore di una possibile recessione!

Guardando il bicchiere mezzo pieno, possiamo dire come questo palese indebolimento del Mercato del Lavoro Usa, quasi certamente, indurrà la Fed a tagliare i tassi nella prossima riunione di settembre!

In riferimento, infine, al Settore dei Servizi, il dato di agosto ci regala, fortunatamente, un valore al di sopra delle aspettative.

Sebbene questo dato non riesca ancora ad invertire l'andamento del ns Indicatore, tuttavia, si inizia ad intravedere una stabilizzazione dello stesso e, quindi, la formazione di una base da cui potrebbe ripartire.

Continueremo a seguire con molta attenzione gli sviluppi nei prossimi aggiornamenti!

 

Conclusione:

Il mese di agosto, nonostante il clima vacanziero che non depone generalmente a favore dei Mercati (data la scarsa liquidità e gli scambi sottili che si determinano...), ha visto il raggiungimento di nuovi massimi soprattutto per i Mercati americani e andamenti positivi nelle altre aree geografiche. 

Per quanto riguarda il fattore geopolitico, non possiamo non evidenziare l'importante incontro tra Trump e Putin in cui probabilmente si sono gettate le basi per un futuro e più realistico accordo di pace tra Russia ed Ucraina!

Soffermando, infine, la ns attenzione sui Mercati azionari ed in particolare al breve termine, diventa più probabile nelle prossime settimane un certo aumento della volatilità (soprattutto perchè il mese di agosto è stato insolitamente positivo!) sebbene, come già sottolineato, una eventuale correzione dei Mercati sarà da prendere più come una opportunità che come un campanello d'allarme!

 

Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, colgo l'occasione per inviarLe i miei più cordiali saluti.

martedì 5 agosto 2025

Analisi dei Mercati -Agosto 2025-

 


Gentile Cliente,
sono ad inviare l'aggiornamento mensile in oggetto con i consuntivi al 31 luglio u.s.

 

Il mese di luglio è stato ricco di avvenimenti economici e finanziari che, tuttavia, non hanno inciso più di tanto sull'andamento dei Mercati finanziari.

Forse la notizia più importante, anche perchè ci riguarda da vicino, è stato l'accordo commerciale tra Usa e UE di fine mese.

A pochi giorni dall'introduzione unilaterale di dazi al 30% il presidente Trump, a seguito di un incontro con la presidente della commissione europea, ha siglato un accordo che prevede dazi più bassi (al 15%) in cambio di dell'acquisto, da parte dell'Europa, in particolare di gas e armi per oltre 1,5 trilioni di euro nei prossimi anni!

Tuttavia, non si conoscono ancora bene tutti i dettagli dell'accordo e ci sono, inoltre, diversi impegni che dovrebbero essere attuati dai singoli Stati membri, diversi dei quali ritengono svantaggiosa questa intesa per le loro economie!

Altri avvenimenti di rilievo attesi dai mercati finanziari, sono state, ovviamente, le due riunioni delle più importanti banche centrali: BCE e Fed.

La prima a riunirsi è stata la BCE la quale, per la prima volta dopo otto ribassi consecutivi, ha deciso di lasciare invariati i tassi di riferimento in attesa di conoscere l'esito delle trattative commerciali che, in quel momento, erano ancora in corso.

E' stata quindi una mossa attendista, in quanto in caso di mancato accordo, l'introduzione di dazi più elevati avrebbe potuto impattare negativamente sull'inflazione, obbligando la banca centrale a stringere nuovamente i cordoni.

Lo stesso copione è stato seguito, sostanzialmente, dalla Fed che, ancora una volta, ha lasciato intatti i tassi di interesse, sebbene fosse una mossa attesa dai mercati.

Tuttavia occorre sottolineare come, a differenza delle volte precedenti, non è stata una decisione unanime in quanto alcuni membri del consiglio erano favorevoli ad un taglio minimo (segnale di un prossimo cambio di politica?!).


Diamo un'occhiata veloce, infine, a cosa sarà interessante monitorare nel mese di agosto: 

A parte i soliti dati sull'andamento dell'inflazione e degli altri indicatori economici sia negli Usa che nell'area Euro, sarà importante seguire, il tanto atteso meeting annuale delle principali bache centrali mondiali che si terrà a fine agosto, come sempre, a Jackson Hole. 

Vedremo se si avranno maggiori chiarimenti sulle future politiche monetarie e valutarie!


Vado subito, ora, alle considerazioni sulle mie Analisi Quantitative.

Dal punto di vista dell’Analisi Previsiva, questa volta, l'aggiornamento di luglio, ci offre una continuità della struttura storica di riferimento per quanto riguarda l'S&P500, mentre per l'indice Dax è cambiata la sua vecchia struttura storica, per cui essa non è affidabile per effettuare previsioni!

La previsione per l'S&P500, prevede, nel breve termine, un andamento laterale/discendente, con possibile aumento della volatilità anche da un giorno all'altro. Tuttavia questa probabile volatilità è relatila soprattutto a prese di beneficio (opportunità per coloro che sono ancora scarichi di azionario!).

Seguiremo gli sviluppi nel prossimo aggiornamento. 

Per quanto riguarda l'Analisi previsiva con dati mensili, occorre fare una precisazione: mentre per il Dax abbiamo una previsione pluriennale stabile e molto significativa, con la continuazione del Trend di medio/lungo termine decisamente positivo, la struttura storica di riferimento dell'S&P500 è cambiata dopo due anni.

Tuttavia, dopo quattro mesi di permanenza della nuova struttura storica di riferimento, possiamo considerare la relativa previsione sufficientemente attendibile!

La stessa ci indica una probabile debolezza nei prossimi due/tre mesi con chiusure sicuramente più basse rispetto ai valori attuali, sebbene questa volatilità non dovrebbe, quasi certamente, intaccare il Trend di medio/lungo termine il quale continuerebbe a rimanere rialzista. 

Monitoreremo  con attenzione gli sviluppi di questa situazione.
 

Per quanto riguarda l'Indicatore ciclico "Plus/Minus", lo stesso ha confermato, con il suo andamento positivo, il proseguimento della forte ripresa dei mercati con il raggiugimento di nuovi massimi da parte degli indici americani. 

La forza del ns Indicatore, tuttavia, potrebbe essere intaccata, almeno in parte, dall'andamento dei mesi di agosto e di settembre i quali sono periodi statisticamente non molto favoveroli ai Mercati!

Continueremo, comunque, a seguire gli sviluppi di questo Indicatore ciclico nelle prossime settimane.

 

Per quanto riguarda, infine, l'analisi di Business Cycle, purtroppo il dato nettamente inferiore alle aspettative di luglio sulla creazione di nuovo posti di lavoro, insieme alla consistente revisione al ribasso delle stime dei due mesi precedenti (circa 250.000 unità in meno!), ha fatto crollare il ns Indicatore, facendogli assumere una posizione ribassista! 

Questo segnale suggerirebbe un forte indebolimento di questo importante settore da cui dipende circa il 70% del Pil Usa attraverso la domanda di beni e servizi dei lavoratori....

Nel passato, quasi sempre, un segnale del genere è stato anticipatore di possibili recessioni!

Vedremo se i prossimi dati confermeranno questo cambio improvviso di scenario.

In riferimento, infine, al Settore dei Servizi, il dato di luglio ci regala, purtroppo, un valore sotto le aspettative che, insieme ai valori dei mesi precedenti, non fa altro che confermare il forte rallentamento di questo importante settore dell'economia americana.

Questa situazione non depone bene per una ripresa del settore dei Servizi e, al tempo stesso, fa aumentare le possibilità di un trend recessivo.

Se affianchiamo anche il deterioramento del mercato del Lavoro Usa ed un'inflazione che continua ad essere appiccicosa (con relative politiche monetarie non certamente accomodanti), possiamo affermare che le probabilità di una recessione sono sicuramente aumentate!

Continueremo a seguire con molta attenzione gli sviluppi nei prossimi aggiornamenti!

 

Conclusione:

Il mese di luglio, come sostanzialmente previsto, ha continuato a regalarci mercati in crescita un po' dovunque. 

Sul lato della guerra commerciale sembra che siamo immersi in un clima di apparente calma anche se ci possono essere sempre sorprese dietro l'angolo sia per qualche dichiarazione estemporanea di Trump sia, soprattutto, in quanto l'accordo preso con l'Europa ha bisogno di alcuni importanti passaggi politici e procedurali....

E' possibile un aumento della volatilità nelle prossime settimane, considerando anche la stagionalità non del tutto positiva per le quotazioni, sebbene, come già sottolineato, una eventuale correzione dei Mercati sarà da prendere più come una opportunità che come un campanello d'allarme!

 

Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, colgo l'occasione per inviarLe i miei più cordiali saluti.

sabato 5 luglio 2025

Analisi dei Mercati -Luglio 2025-

 


Gentile Cliente,
sono ad inviare l'aggiornamento mensile in oggetto con i consuntivi al 30 giugno u.s.

 

Anche giugno, a differenza della statistica, ha evidenziato un trend positivo dei Mercati finanziari! Grazie a ciò, anche gli indici americani sono riusciti a toccare nuovi massimi assoluti.

Durante questo mese si è aperto un nuovo fronte di guerra tra Israele ed Iran, terminato con un intervento americano e la conclusione di un cessate il fuoco, eventi decisi dal presidente Trump in appena 48 ore!

Dopo un primo sussulto da parte dei Mercati, sottolineato soprattutto da un aumento forte e repentino del prezzo del petrolio, tutto è tornato alla "normalità" a distanza di pochi giorni!

Sull'altro fronte caldo, quello dei dazi, in giugno è stato siglato a Londra un accordo commerciale tra Usa e Cina.

L'accordo prevede, tra le altre cose, la fornitura immediata da parte di Pechino di magneti e materiali critici, mentre gli Usa applicheranno un'imposta sulle importazioni nettamente inferiore a quella annunciata, consentendo, inoltre, agli studenti cinesi di accedere alle università americane! 

Resta ancora in stand-by l'accordo commerciale con l'Europa il cui ultimatum, così come per tutti gli altri partners degli Usa, dovrebbe scadere l'8 luglio p.v.

Il commissario per l'industria europea ha dichiarato che le trattative stanno entrando in una fase cruciale...Al centro del discorso sembra ci sia l'ipotesi di un compromesso che contempli l'introduzione di tariffe al 10% su alcuni prodotti strategici. 

Forse anche per questo motivo, secondo una dichiarazione del segretario del Tesoro Usa, sembra che Trump sia propenso a ritirare il suo ultimatum al fine di poter raggiungere accordi commerciali con tutti i Paesi che mancano ancora all'appello.

Per quanto riguarda le notizie provenienti dalle banche centrali, ad inizio mese si è tenuta la riunione della BCE, la quale ha ridotto per l'ottava volta di fila il tasso di riferimento che attualmente è sceso al 2%!

La BCE ha dichiarato che tale misura deriva da una valutazione aggiornata sulle prospettive di inflazione le quali risultano in linea con l'obiettivo di medio termine che l'istituto si è dato! 

Per quanto riguarda, invece, la riunione della Fed di metà mese, la stessa ha deciso di tenere invariati i tassi di riferimento, ancora una volta. Questa decisione era, comunque, ampiamente attesa dal mercato.

Allo stesso tempo, il presidente Powell ha espresso la volontà, da parte dell'Istituto, di voler ridurre, entro quest'anno, i tassi di mercato di almeno mezzo punto.

Tuttavia, la Fed non nasconde la preoccupazione di fronte alle molte incertezze che incombono, le quali non consentono ancora che ci siano le condizioni ideali per potersi muovere in tal senso.

Se da una parte  si assiste ad una decelerazione dell'economia, dall'altra, occorre valutare il potenziale impatto tariffario sui prezzi.


Diamo un'occhiata veloce, infine, a cosa sarà interessante monitorare nel mese di luglio: 

A parte i soliti dati sull'andamento dell'inflazione e degli altri indicatori economici sia negli Usa che nell'area Euro, sarà importante seguire, come sempre, le riunioni delle principali banche centrali che si terranno verso la fine del mese. Vedremo se luglio sarà la volta buona per un taglio da parte della Fed, considerato il fatto che Trump è tornato ad attaccare il presedente Powell!


Vado subito, ora, alle considerazioni sulle mie Analisi Quantitative.

Dal punto di vista dell’Analisi Previsiva, l'aggiornamento di giugno continua ad offrirci una impostazione previsiva chiara e sostanzialmente definita sia per quanto riguarda l'S&P500 che, soprattutto, il Dax.

Per entrambi gli indici, la relativa previsione confermerebbe una continuazione del rialzo anche per il mese di luglio (tranne piccoli e brevi momenti di pausa dei mercati). Una maggiore volatilità potremmo incontrarla ad agosto, ma un'analisi più precisa la rimandiamo al prossimo aggiornamento!

Per quanto riguarda l'Analisi previsiva con dati mensili, occorre fare una precisazione: mentre per il Dax abbiamo una previsione pluriennale stabile e molto significativa, con la continuazione del Trend di medio/lungo termine decisamente positivo, la struttura storica di riferimento dell'S&P500 è cambiata dopo due anni.

Tuttavia il Test che misura la significatività della nuova struttura storica, è di pochissimo superiore a quello della precedente struttura. Inoltre la previsione che ne consegue, risulta molto simile alla precedente tranne che nel breve termine (prossimi 3/4 mesi) in cui segnalerebbe possibili chiusure con minimi più bassi.

Monitoreremo  con attenzione gli sviluppi di questa situazione.
 

Per quanto riguarda l'Indicatore ciclico "Plus/Minus", lo stesso ha confermato, con il suo andamento positivo, il proseguimento della forte ripresa dei mercati con il raggiugimento di nuovi massimi da parte degli indici americani. Questa forza del ns Indicatore è stata testimoniata anche dalla comparsa del "triangolo verde" che simboleggia la partenza/prosecuzione di un nuovo trend rialzista!

Nello scorso aggiornamento sottolineavamo che la fase di debolezza partita da marzo era ormai alle ns spalle....Anche questa previsione è stata definitivamente sugellata dal reale andamento dei Mercati finanziari.

Continueremo, comunque, a seguire gli sviluppi di questo Indicatore ciclico nelle prossime settimane.

 

Per quanto riguarda, infine, l'analisi di Business Cycle, anche il mese di giugno ha mostrato un dato sulla creazione di nuovo posti di lavoro superiore alle aspettative. Altra cosa importante è il fatto che, questa volta, l'Ufficio di Statistica americano ha rettificato al rialzo le stime sia di maggio che di aprile...! 

A giugno anche il dato della disoccupazione è risultato superiore alle aspettative e più basso rispetto al mese precedente..... Unico neo, il tasso di crescita dei salari orari mensili che è risultato inferiore alle aspettative. 

Possiamo dire che negli ultimi due mesi. il mercato del Lavoro Usa ha dato prova di volersi risollevare e di passare, per così dire, al contrattacco!

Vedremo se i prossimi dati confermeranno questa ripresa, riducendo così le probabilità di una prossima recessione.....

In riferimento, infine, al Settore dei Servizi, nonostante il mese di giugno ci abbia offerto un dato in linea con le aspettative, l'andamento del ns Indicatore continua a mostrare un andamento discendente.

Questa situazione non depone bene per una ripresa del settore dei Servizi e, al tempo stesso, fa aumentare le possibilità di un trend recessivo.

Occorre vedere, prima di tutto, se la debolezza dei Servizi continuerà anche nei prossimi mesi, tenendo presente il peso specifico dei diversi settori economici americani, al fine di valutare il saldo netto delle forze centrifughe e centripete rispetto ad un possibile rallentamento dell'economia Usa.

Continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi nei prossimi aggiornamenti!

 

Conclusione:

La forte correzione dei Mercati è stata completamente archiaviata con il mese di giugno, periodo in cui anche gli indici americani hanno raggiunto nuovi massimi storici!

Se aggiungiamo anche una maggiore tranquillità in tema di dazi e una possibile (ci auguriamo vivamente!) tregua in Medio Oriente, ci sono tutti i fattori economici e anche geopolitici perchè questa fase di "risk on" possa continuare senza grosse sorprese......

Ultima cosa, il tema della debolezza del dollaro:

credo che questa situazione, al di là di fattori "oggettivi" come l'elevato indebitamento americano e l'impatto di nuove politiche di sgravi fiscali che non farebbero altro che peggiorare tele situazione, sia sostanzialmente voluta e pilotata dagli Stati Uniti e sia una sorta di effetto di compensazione rispetto ai dazi sui quali Trump sembra aver allegerito le sue pretese! 


Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, colgo l'occasione per inviarLe i miei più cordiali saluti.

venerdì 6 giugno 2025

Analisi dei Mercati -Giugno 2025-

 


Gentile Cliente,
sono ad inviare l'aggiornamento mensile in oggetto con i consuntivi al 31 maggio u.s.

 

Mentre aprile è stato il mese della "tempesta commerciale" con il Liberation Day di Trump, maggio, fortunatamente, si è rivelato il mese della "ragione" con la sospensione per due mesi dell'avvio dei dazi, al fine di avere il tempo necessario per avviare trattative più concrete su possibili soluzioni commerciali......

Questa decisione di sospensione reciproca dei dazi,alla fine, è arrivata anche per la Cina con la quale il presidente Trump si ritiene fiducioso di giungere, entro i prossimi tre mesi, ad una soluzione condivisa.

Un altro avvenimento importante accaduto nel mese di maggio, è stato il Downgrade di Moody's del debito americano. La società di rating ha sottolineato la sua impennata avvenuta soprattutto negli ultimi anni, esprimendo una forte preoccupazione nella sua sostenibilità qualora non si porrà un freno alla sua crescita nei prossimi anni!


Per quanto riguarda le notizie provenienti dalle banche centrali, ad inizio mese si è tenuta la riunione della sola banca centrale Usa, durante la quale i tassi sono stati lasciati invariati, come da attese.

Il presidente Powell ha voluto ancora sottolineare la preoccupazione dell'istituto per il potenziale impatto dei dazi sull'inflazione. Questa preoccupazione è il motivo principale per cui la Fed continua ad essere attendista nonostante ci siano alcuni buoni motivi per riprendere con una riduzione, sia pure lenta, dei tassi di riferimento.


Diamo un'occhiata veloce, infine, a cosa sarà interessante monitorare nel mese di giugno: 

A parte i soliti dati sull'andamento dell'inflazione e degli altri indicatori economici sia negli Usa che nell'area Euro, sarà importante seguire, questa volta, sia la riunione della BCE che, soprattutto, quella della Fed in quanto alcuni analisti (comunque una minoranza) si attendono una svolta della politica monetaria da parte di Powell!


Vado subito, ora, alle considerazioni sulle mie Analisi Quantitative.

Dal punto di vista dell’Analisi Previsiva, l'aggiornamento di maggio continua ad offrirci una impostazione previsiva chiara e abbastanza definita sia per quanto riguarda l'S&P500 che, soprattutto, il Dax.

Per entrambi gli indici, la relativa previsione confermerebbe una continuazione del rialzo anche per le prossime settimane (tranne piccoli e brevi momenti di pausa dei mercati), a differenza di quanto avvertono la maggior parte degli analisti su un probabile mese di giugno "abbastanza negativo"!

Per quanto riguarda l'Analisi previsiva con dati mensili, occorre fare una precisazione: mentre per il Dax abbiamo una previsione pluriennale stabile e molto significativa, con la continuazione del Trend di medio/lungo termine decisamente positivo, la struttura storica di riferimento dell'S&P500 è cambiata dopo due anni.

Tuttavia il Test che misura la significatività della nuova struttura storica, è di pochissimo superiore a quello della precedente struttura. Inoltre la previsione che ne consegue, risulta molto simile alla precedente tranne che nel breve termine (prossimi 3/4 mesi) in cui segnalerebbe possibili chiusure con minimi più bassi.

Monitoreremo  con attenzione gli sviluppi di questa situazione.
 

Per quanto riguarda l'Indicatore ciclico "Plus/Minus", il mese di maggio ha evidenziato, fortunatamente, un cambio di direzione  del ns Indicatore ciclico, il quale ha sviluppato una decisa risalita a "V", a testimonianza di una forte ripresa dei prezzi figlia di una situazione di ipervenduto creatasi all'indomani del Liberation Day!

Secondo il ns Indicatore ciclico la fase di debolezza dovrebbe essere alle ns spalle, sebbene dovremmo attendere una sua maggiore risalita (con il superamento della linea di controllo) per aumentare le probabilità dell'uscita definitiva dalla fase ribassista iniziata verso fine marzo!

Continueremo a seguire gli sviluppi di questo Indicatore ciclico nelle prossime settimane.

 

Per quanto riguarda, infine, l'analisi di Business Cycle, anche il mese di maggio ha mostrato un dato sulla creazione di nuovo posti di lavoro superiore alle aspettative. Tuttavia ancora una volta L'Ufficio di Statistica americano ha dovuto rivedere al ribasso i dati di marzo e aprile...! 

Fortunatamente maggio ci ha regalato nuovamente un tasso di disoccupazione ancora buono ed in linea con le aspettative e un incremento mensile dei salari orari superiore alle attese. 

Tuttavia il quadro generale è a macchia di leopardo in quanto a dati positivi si alternano quelli un po' più preoccupanti.....

Da un punto di vista delle variabile economiche che osserviamo mese per mese, la conclusione che, ad oggi, possiamo fare è che il rischio di una futura recessione, sia pure "leggera e veloce", è sempre in agguato!


In riferimento, infine, al Settore dei Servizi, il mese di maggio ci ha "regalato" un dato nettamente inferiore alle aspettative. Ciò sta a testimoniare una sofferenza del principale settore economico Usa. Probabilmente hanno iniziato ad impattare anche i tagli nel settore pubblico effettuati dalla nuova amministrazione. Se anche nei prossimi mesi dovessimo assistere ad una continuazione della discesa del ns Indicatore, significa che le probabilità di una recessione aumenteranno in modo deciso.

Continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi nei prossimi aggiornamenti!

 

Conclusione:

La forte correzione dei Mercati concentratasi nel mese di aprile è stata quasi interamente compensata dall'altrettanto violenta risalita partita dalla fine di aprile e consolidatasi nel mese di maggio, alla faccia della stagionalità statistica che vede maggio come un mese tendenzialmente negativo! 

Sembra che tra gli investitori, o almeno una buona parte di essi, ci sia più interesse a guardare "il dito anzichè la luna": si tende a focalizzare l'attenzione più alle notizie di geopolitica o alle dichiarazioni estemporanee di Trump, che ai fattori che potranno più realisticamente muovere i Mercati nei prossimi mesi....

Ad esempio, negli Stati Uniti se da una parte gli "spaventosi dazi" aumenteranno i prezzi dei beni importati è altrettanto vero che la nuova amministrazione intende ridurre decisamente (ridistribuendo le maggiori entrate dovute alle tariffe più alte) le tasse, soprattutto alle imprese, e, allo stesso tempo, deregolamentare le regole e le procedure economiche, rendendo più semplice e conveniente alle imprese di nascere e di svilupparsi.

Tutte queste cose, insieme ad altre di cui oggi poco si parla (re-shoring, nuovi investimenti aziendali pronti a ripartire, ecc) potranno avere un effetto molto positivo soprattutto sul mercato azionario!

 

Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, colgo l'occasione per inviarLe i miei più cordiali saluti.